Brindisi, una bomba vera.

Attentato di Brindisi – Ida Santoro & Andrea Rollo

Brindisi una bomba vera
di Ida Santoro

Brindisi 19 maggio 2012.
Sms appena sveglia: “Vado a prendere mia figlia che hanno messo una bomba nella sua scuola…” Si…  come al liceo – penso – che ogni tanto ci facevano uscire tutti con la notizia di una bomba e noi eravamo contenti di tornare a casa.

Vado a fare colazione, intanto accendo il pc, è tardi per la rassegna stampa in radio, sono quasi le nove. Torno, mi siedo, riprendo i contatti con il mondo. Le notizie scorrono una dopo l’altra…. non ci posso credere. Vado su testate locali, comincio a realizzare, passo alle nazionali, la notizia è anche sull’Ansa. E’ vero, è una bomba vera, che ha già ammazzato una ragazza di 16 anni all’ingresso della sua Scuola, l’Istituto professionale “Morvillo-Falcone”. Le notizie corrono a pezzi, si parla della morte anche di un’altra ragazza, qualcuno vuole già organizzarsi, cerco gli amici di Libera per capire se hanno altre notizie. Alle 10.00 la Carovana Antimafie fa tappa a Brindisi. Che succede? Troppe coincidenze, il primo pensiero di tutti.

Che faccio? Guardo la macchina fotografica, ma mio nipote mi aspetta, è qui per pochi giorni e vuole vedere le sue navi nel porto. Rimando. Mi sembra anche macabro. Meglio vedere come organizzarsi, non riesco a staccarmi dal pc. Chiamo i miei amici di Mesagne, la gente è indignata, vuole scendere in Piazza. No, aspettiamo le Istituzioni, qui la cosa è gravissima. E se le istituzioni non si muovono? Esco, vado a prendere Davide, accendo la radio in macchina. Siamo già sulla Rai, parlano di Veronica, l’altra ragazza arrivata in pronto soccorso in condizioni gravissime, ma è ancora viva. Difficile nascondere l’angoscia ad un bambino di sette anni che vuole solo andare a vedere le navi in porto. Rimando ancora.

Alle 14.30 esco con la macchina fotografica. Sul posto la Scientifica continua a raccogliere indizi, ci sono ancora gli zaini, quaderni sparsi, di un bianco abbagliante sotto il sole di maggio e in mezzo al nero dell’esplosione, e poi bottiglie, diari, un ombrello e una scarpa. Terribile, non ci sono parole.

Ore 18.00 Piazza Vittoria a Brindisi: mai vista tanta gente tutta insieme in questa città, unita contro chi c’è e non si vede, urlando in silenzio. E nei giorni successivi cartelli ovunque e negozi chiusi,  mentre davanti alla scuola di Melissa cresce una montagna di fiori insieme ai messaggi lasciati dai passanti.

Mesagne 21 maggio 2012.
Un tappeto di gente, sotto il sole caldo e in un silenzio assordante, aspetta di salutare Melissa.  Amici, gente comune e autorità, tutto in diretta televisiva. Per un attimo mi chiedo anche se è troppo tutto questo, come mai tutta questa partecipazione per una morte sola, come se una vita occidentale avesse più valore di tante vite asiatiche o africane. In alcuni paesi la vita si perde ogni giorno per attentati di questo tipo. Poi ripenso alla voce dei ragazzi: “noi siamo il futuro, se ci uccidete che mondo sarà”. Il futuro si fonda sulla cultura e nella cultura cresce la legalità. L’Istituto Morvillo-Falcone aveva vinto il primo premio della prima edizione del concorso sulla legalità con una foto che mostra tanti volti e lo slogan: “Guarda la legalità in faccia”. Brindisi, Mesagne e tutta l’Italia sembrano averlo fatto senza paura, in questi giorni tristi.

© IDA SANTORO

FOTO reportage di Ida Santoro: Attentanto di Brindisi

FOTO reportage di Andrea Rollo: Ciao Melissa…

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